12 marzo 2005 a Brissago
Appena sveglie ci siamo subito chieste ...
ma chi ce l'ha fatto fare!
Buona colazione e via, direzione Brissago ... ritrovo alle ore 08.50 alle
scuole! Giornata splendida sole meraviglioso e nonostante le mille fatiche per
alzarci sorriso sulle labbra pronte ad avventurarci in una nuova e senza ombra
di dubbio unica esperienza!
Iniziamo subito con un'oretta di presentazione da parte del nostro istruttore il
Signor Gèrald Quiquerez. Persona splendida che nonostante la nostra paura
dell'acqua «gelida» ci ha trasmesso una gran calma e voglia di provare una
sensazione inimmaginabile!
È arrivato il momento fatidico, l'entrata in acqua! Andiamo negli spogliatoi per
cambiarci ci guardiamo intorno e notiamo le facce dei nostri compagni
d'avventura, sembrano tutti sereni ... invece guardando meglio ed ascoltando le
loro impressioni ci accorgiamo che sono tutti «terrorizzati»! Ogni cosa che non
si conosce incute paura, pensiamo, pertanto cerchiamo di non scoraggiarci e ci
dirigiamo al porto per appurare su noi stesse ogni sensazione che ci verrà
trasmessa dall'acqua.
Foto di gruppo e via! Molto coraggiosamente gli uomini del gruppo si candidano
per la prima entrata in acqua ... eccoli i nostri eroi! Li osserviamo molto
attentamente, non appena si immergono con i piedi la loro espressione inizia a
cambiare. Ora tocca al busto alle spalle ed alla testa ... ora ci siamo, sul
loro volto osserviamo un misto di panico e concentrazione.
La nostra ansia sale, e molto codardamente facciamo spazio ai partecipanti per
far si che si gettino in acqua prima di noi. Ancora una persona e poi tocca a
noi. La ragazza si immerge ed improvvisamente ecco che il panico prende il
sopravvento, la sensazione del gelo la sta terrorizzando la respirazione diventa
veloce quasi come se stesse soffocando, tentativo fallito. La ragazza consolata
da tutti noi risale dalla scaletta e coccolata dall'istruttore si riscalda con
una buona bevanda energetica bollente.
Ora tocca a noi, prima io poi Linda. La guardo terrorizzata vista la reazione
della ragazza prima di me lei mi fa un cenno e mi rassicura. Immergo i piedi,
non è poi così terribile penso, poi pian piano scendo fino ad immergermi
completamente tralasciando la testa. Il freddo sta entrando in me, sento i miei
muscoli che si irrigidiscono, la respirazione aumenta a tal punto da dovermi
concentrare nel non andare in iperventilazione.
Alzo gli occhi e sento che l'istruttore mi incita nel bagnare completamente il
mio corpo compresa la testa. Io un po' infastidita perché mi sentivo come
compressa dall'acqua immergo la testa. Ora parto devo nuotare almeno 60 metri
d'impulso avrei voglia di nuotare velocissima ma il mio corpo sembra quasi non
riuscire, quindi proseguo lentamente ascoltando tutti i segnali che il mio corpo
mi emana. Dopo circa venti metri provo una sensazione molto strana dietro la
cute, un freddo misto a dolore indescrivibile. Osservo l'istruttore che mi dice
che è tutto ok e proseguo.
Arrivata alla conclusione dei metri da superare esco. Che spavento, sembra quasi
che non riesca a controllare il mio corpo, prendo in mano la tazza di bevanda
bollente ed inizio a tremare senza freno. Mi riscaldo al sole e ... siamo giunti
alla prova successiva. Ora non stiamo a raccontarvi ogni singola prova anche
perché vi priveremmo della sorpresa, ma speriamo comunque d'avervi trasmesso un
po' delle nostre sensazioni, anche se possiamo garantire che sono inimmaginabili
perché uniche e incomparabili ad altro.
Terminando, vorremmo dirvi quanto questo
corso ci abbia aiutato ad approfondire il tema dell'ipotermia e ci abbia
insegnato a valutarne il conseguente comportamento che ognuno di noi dovrebbe
intraprendere trovandosi in una situazione del genere.
Un consiglio ci sorge spontaneo: fate questo corso ... non ve ne pentirete e
riuscirete a vedere «il freddo» sotto vari aspetti, ma soprattutto ... con altri
occhi.
Silvia Blotti e Linda Buzzini, Shark Team 2000
Ralph Heksch, SSS Verbano Sub Brissago
(Articolo pubblicato su Bulletin SLRG/SSS 2/2005, pp. 7-8)
Altre immagini sul sito
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