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Shark Team 2000

quando handicap e integrazione sfidano le acque dell'indifferenza

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Sirenette a tutta grinta

di Elisabeth Alli

Animate da una sana competitività, disarmanti e dirette, Simona Bravo e Valérie Marchetti sembrano inconsapevoli di partecipare a un gruppo di nuoto un po' speciale. E forse il loro «segreto» è proprio questo.
Cooperazione: Come e quante volte alla settimana vi allenate?
Valerie Marchetti: Gli allenamenti si svolgono sempre al martedì dalle 19 alle 21 alla piscina delle Scuole medie di Arbedo-Castione. Da poco sono però diventata monitrice e il mio compito è un po' cambiato poiché ora sono io a correggere gli atleti. Fino all'anno scorso, invece, seguivo il programma d'allenamento assieme a loro.
Simona Bravo: Quando arrivo in piscina so che bisogna incominciare con il delfino, poi rana, crawl e dorso. A me piacciono tutti gli stili, ma sono forte nel crawl.
Cosa ti permette di dire che sei forte nel crawl?
Simona con un piccolo sorriso di fierezza non nasconde la sua gioia nel ricordare le sue doti nella specialità. Poi di colpo, pensiamo per timidezza, abbassa il capo. È allora Valérie che risponde per lei.
Valerie: Simona è più forte di me a crawl. Mi batte tante volte. Ciononostante il fatto d'allenarsi assieme per me è stato ed è un grande stimolo. Ognuno cerca di migliorare, di battere l'altro e quando ci riesci sai che hai fatto dei progressi.
A questo punto interviene Simona, che lascia da parte la timidezza iniziale... Simona: Sono piú brava di Valérie nel crawl perché faccio bene la virata a salto. Mi piace molto arrivare prima e sono felice quando vinco e non mi dispiace battere la Valérie o gli altri.
Valerie: Per me il fatto di farmi battere mi fa capire che devo ancora migliorare, che ho ancora delle cose da perfezionare. Mentre quando sono io a battere Simona, ad esempio, nello stile delfino - il mio preferito - cerco di non mostrare esageratamente la mia gioia anche se sono contenta dentro.
Oltre agli stimoli di vittoria e progresso, ci sono altri motivi particolari che vi spingono a venire qui ogni martedì?
Valerie: Qui a nuoto ho conosciuto moltissima gente, mi sono fatta molti amici e poi mi diverto. Simona, ad esempio, la vedo solo in piscina al martedì. Un motivo in più per venire a nuoto. Nonostante ci si veda una volta a settimana, o due quando c'è la trasferta, ho imparato a conoscere il suo carattere proprio facendo sport con lei.
Simona: Fare nuoto mi fa bene perché mi permette di muovermi e di fare un po' d'esercizio. Anche mia mamma dice che mi fa bene...
Principi sani quelli che determinano la scelta del nuoto per Simona, mentre per Valérie quali sono i veri obiettivi che stimolano a praticare il nuoto?
Valerie: Sono entrata un po' per gioco all'età di quattro anni perché mia sorella era già monitrice, ma non ricordo bene. So però che quando sono venuta qui mi è piaciuto subito molto, tant'è che sono diventata monitrice. A mio modo di vedere, non si viene qui per gli obiettivi, ma per il piacere di stare assieme.
Ma allora alle gare non c'è nervosismo? E nemmeno pressioni? Si gareggia senza la voglia di vincere?
Simona: A casa ho tante medaglie, a me piace vincere e soprattutto quando la gente viene a fare il tifo. Prima della gara sono felice anche se mi piace andare a farmi incoraggiare dal monitore Ivan. È bello quando la gente fuori grida: «Forza Simo!». Ma anch'io grido quando gli altri nuotano. Per Valérie grido: «Dai Vale metticela tutta!». La cosa piú bella per me nel nuoto sono tutti gli stili e soprattutto vincere.
Valerie: Sí, sí, c'è nervosismo eccome, e soprattutto prima di una gara importante. In fondo vuoi sempre migliorarti. Prima di una gara mi capita di parlare con Simona e chiederle anche dei consigli, sono molto ansiosa. Non so bene spiegarvi... È qualcosa che comincia magari anche la sera prima. Fatto sta che tutto cambia dalle sensazioni degli allenamenti: si vuole far bene, si vuole vincere. Forse è perché ci sono gli altri che ci guardano...
Gli altri, appunto. Cosa pensate d'avere in più di un'altra squadra e cosa vi rende diversi?
Valerie: Lo spirito di squadra: siamo tutti molto attaccati gli uni agli altri e quando vinciamo vorremmo che tutti nella squadra vincessero.
Su questo tema Simona evoca una trasferta vincente. Simona: È stato bello per me andare negli Stati Uniti, nella Carolina del Nord (si trattava dei campionati mondiali Special Olympics, ndr). Ho fatto delle gare e ho vinto anche una medaglia. Ma a me piacerebbe andare ancora con Valérie per farle vedere i negozi. Ce n'erano tantissimi e bellissimi e molto grandi. Se mi dicono di ritornare domani dico di sí. Si beve tanta Coca-Cola e ci sono anche tanti negozi con cose da mangiare. In America siamo andati con l'aereo...
Dunque entrambe avete qualche piccolo grande obiettivo. Mentre per quel che riguarda gli «idoli» cosa rappresenta per voi una campionessa come Flavia Rigamonti?
Simona: Per me non significa niente. A me piace quell'attore che recita nel teleromanzo «Incantesimo».
Nessun idolo dunque per Simona, mentre per Valérie cosa ha significato Flavia Rigamonti?
Valerie: Chiaramente era uno stimolo anche se adesso l'unica cosa che si può dirle è «bye, bye Fly». La sua scelta di partire mi ha lasciato davvero un po' amareggiata.

Il ritratto

Simona Bravo: è nata il 14 novembre 1976 e vive a Cugnasco. Il suo colore preferito è il nero. Si diverte molto agli allenamenti dello Shark Team 2000, i monitori sono bravi e simpatici.
Valérie Marchetti: è nata il 15 novembre 1989 e vive a Preonzo. Il suo colore preferito è il blu. Partecipa allo Shark Team per divertirsi e non per puntare a risultati straordinari.
Dietro al nome Shark Team 2000 - una squadra di nuoto che fa parte del Gruppo sportivo invalidi del Bellinzonese - si nasconde un'iniziativa che fa coabitare nella medesima vasca atleti con e senza andicap. Unica squadra di nuoto integrato a livello ticinese, lo Shark Team 2000 vuole insegnare ai ragazzi a rispettare l'altro con i suoi pregi e difetti. Ogni settimana 40 persone tra atleti e monitori si ritrovano per gli allenamenti alla piscina delle Scuole medie di Arbedo-Castione: chi volesse unirsi a loro è il benvenuto.

 

(Articolo pubblicato su Cooperazione 23/2004)
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